
Chi era Joseph Hubertus Pilates, una biografia interessante
Chi era Joseph Hubertus Pilates, una biografia interessante
Pilates (1883-1967) è il nome dell’inventore del metodo, Joseph Hubertus Pilates.
Joseph era un bambino cagionevole di salute: soffriva di asma, rachitismo e febbre reumatica, patologie che lo portarono a sviluppare una muscolatura ed una struttura scheletrica debole fin quasi all’incapacità di movimento.
Questo lo spinse a decidere di studiare attentamente il corpo umano, cercando di scoprire il modo di rinvigorirlo attraverso l’esercizio fisico.
Contrology, il nome utilizzato da Pilates stesso per indicare il suo metodo. Alcune sue frasi celebri:
Ci ritroviamo incurvati, con le spalle bloccate, gli occhi scavati, con i muscoli fiacchi e la nostra energia vitale decisamente ridimensionata se non addirittura svanita. Questo non altro è che la conseguenza del non aver sviluppato uniformemente tutti i muscoli della colonna, del tronco, delle braccia e delle gambe mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane– H.J.P.
Era il 1945, ma potrebbe essere scritta adesso!
“Ho inventato tutte queste macchine. Ho pensato, perchè usare la mia forza? Così ho inventato una macchina che lo facesse al posto mio. Farà resistenza ai tuoi movimenti soltanto nel metodo corretto, così che i muscoli interni dovranno veramente lavorare con questa forza di opposizione. In questo modo potrai concentrarti sul movimento. Dovrai sempre farlo in lentezza e dolcezza, allora il tuo corpo ne sarà coinvolto completamente”. “Pazienza e perseveranza sono qualità fondamentali nella buona riuscita finale di qualunque sforzo che valga la pena di essere compiuto”. “Se il vostro sonno è disturbato, alzatevi immediatamente ed eseguite i vostri esercizi. E’ molto meglio sentirsi stanchi per lo sforzo fisico che sentirsi affaticati dai “veleni” generati dal nervosismo mentre giacevate svegli”. “Come con piccoli mattoni si costruiscono grandi edifici, allo stesso modo lo sviluppo dei muscoli più piccoli aiuta il rafforzamento di quelli più grandi. Perciò, quando tutti i tuoi muscoli saranno efficacemente sviluppati, svolgerai il tuo lavoro con minimo sforzo e massimo piacere”. . “Un corpo vigoroso ed una mente sana vi consentiranno di avere un’enorme riserva di energia per gli sport, il tempo libero e le situazioni di emergenza”.– H.J.P.
Pilates si inserisce in un’epoca di grande fermento culturale intorno all’attività fisica, in cui si attingeva anche da altre discipline:il culturismo, la lotta, lo yoga, il Tai Chi, la meditazione zen.
Nel 1912, Joseph si trasferì in Inghilterra per migliorare la sua tecnica da boxeur; lavorò in un circo e presso una palestra come istruttore di difesa personale (dicono che fu l’insegnante dei detective di Scotland Yard).
Nel 1914, diventato una stella circense, viaggiò per tutta l’Inghilterra insieme al fratello, e, arrivato a Lancaster con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, Joseph fu internato in un campo di concentramento a causa della sua nazionalità tedesca. Da allora, si impegnò ad addestrare gli internati con lezioni di lotta e difesa personale in modo da migliorarne lo stato psico-fisico: qui nacque il “Il Metodo Pilates”.
Successivamente venne trasferito in un altro campo a Isle of Man, dove lavorò come barelliere in un ospedale e quindi incominciò a trattare feriti di guerra: Joseph montò un sistema di molle sui letti dei pazienti, che permetteva loro di esercitarsi stando sdraiati.
Finita la guerra ritornò in Germania. Gli venne riconosciuto il buon lavoro effettuato con gli internati del campo di concentramento e gli venne offerto di seguire la preparazione e allenare a livello di autodifesa la polizia militare di Amburgo.
Iniziò anche ad avere clienti privati come il ballerino e teorico della danza Rudolf Laban, che integrò nelle sue teorie alcune tecniche di Pilates, o Mary Wigman, una famosa ballerina e coreografa che introdusse alcuni degli esercizi del Metodo come riscaldamento nelle sue lezioni di danza.
Infine in questi anni si dedicò anche alla riabilitazione di reduci di guerra per i quali installò delle corde alle estremità del letto in modo da immobilizzarne le estremità e successivamente aggiunse delle carrucole.Ecco la genesi delle due grandi macchine tanto amate: il cadillac e il reformer.
Per la sua notorietà e per l’efficacia del suo metodo, tra il 1923 e il 1926, Joseph fu invitato ad allenare il nuovo esercito tedesco, ma rinunciò all’incarico poiché non condivideva gli ideali politici tedeschi Successivamente a questa decisione decise di espatriare e dirigersi negli Stati Uniti.
Sulla nave che lo portava negli Stati Uniti, Joseph Pilates conobbe Clara,la compagna di vita con la quale nel 1926 aprì al numero 939 della Eighth Avenue di Manhattan (New York), uno studio per permettere l’analisi e l’applicazione del Metodo Pilates.
Qui iniziò a lavorare con gli strumenti e le macchine creati per la riabilitazione (cadillac e reformer) e ne creó altre nuove come la silla Wunda o Chair e il barrel. Tutte le macchine vennero fabbricate in legno d’acero dal fratello Fred, che era un carpentiere.
Subito divenne popolare tra coreografi e ballerini. Nel suo studio iniziarono ad andare coreografi famosi come Ruth St. Denis, Ted Shawn, Jerome Robbins, George Balanchine e Martha Graham ….Nel 1934, insieme all’editore Judd Robins pubblicò “Your health: a corrective system of exercising that revolutionizes the entire field of physical education (La tua salute: un sistema di esercizi correttivi che rivoluziona il campo dell’Educazione Fisica)”: un piccolo libro di appena sessanta pagine nel quale Joseph descrive la sua filosofia di vita, la sua teoria sulla salute, sull’igiene e sull’esercizio fisico.
Nel 1945, insieme a William J. Miller e Judd Robbins, Pilates pubblicò “Return to life through contrology”, un manuale nel quale c’è un’introduzione di Miller che spiega i fondamentali del Pilates e i suoi 34 esercizi basilari.
L’idea era entrare nelle case di tutti e migliorarne la vita.
Poi vennero gli anni d’oro nei quali pilates divenne un’istituzione, fino alla sua morte nel 1967.
In un primo momento, dopo la sua scomparsa, l’attività venne svolta dalla moglie Clara con l’aiuto di un’allieva, Romana Kryzanowska che ne divenne la direttrice nel 1970. Altri che studiarono il metodo aprirono il loro studio: Ron Fletcher, Cathy Grant, Lolita San Miguel. Poi il metodo si diffuse in tutto il mondo, molto oltre i suoi confini iniziali….ed eccoci a noi.


